emiliano boga fotografo teatrale

Una (disprezzata) sera d’autunno

Una (disprezzata) sera d’autunno
dai radiodrammi di Friedrich Durrenmatt
elaborazione drammaturgica e regia di Francesco Leschiera
con Alessandro Macchi, Francesco Meola e Andrea Magnelli
costumi di Ilaria Parente
scenografia Ilaria Parente e Francesco Leschiera
luci di Luna Mariotti
Scelte musicali ed elaborazioni sonore di Antonello Antinolfi
produzione Teatro del Simposio

Un testo carico di humour nero e una tagliente critica alle ipocrisie della nostra società.
Debutta in prima milanese a Linguaggi Creativi dal venerdì 25 gennaio a domenica 3 febbraio 2013 Una (disprezzata) sera d’autunno con la regia di Francesco Leschiera.

Uno spettacolo che unisce i due più teatrali radiodrammi del grande scrittore e drammaturgo Friedrich Durrenmatt (Una sera d’autunno nella traduzione di Alighiero Chiusano e Colloquio notturno con un uomo disprezzato nella traduzione di Aloiso Rendi, edizione Einaudi) per puntare l’accento sul ribaltamento del ruolo sociale e sul significato del potere, smascherando le meschinità nascoste dietro una facciata perbenista.

In una scena “metafisica”, quasi mentale – rinchiusa in una cinta muraria e disseminata da cilindri, metafore delle barriere dell’animo umano e di quelle erte dall’uomo, strutture portanti dell’immaginario pubblico – agiscono i due personaggi: lo scrittore famoso e maledetto, autore di gialli capaci di entrare nelle pieghe più oscure della società e il visitatore, colui che sopraggiunge per ribaltare l’ordine costituito.
Nella prima parte il visitatore è un “detective di letteratura”, grandissimo fan dell’autore, che nota una sinistra coincidenza tra i racconti dell’autore e delitti reali avvenuti quasi nell’identico modo scoprendo così che “anche la cultura è qualcosa di pericoloso”.
Nella seconda parte invece il visitatore sarà il boia, un killer assoldato dallo stato per mettere fine alla vita dell’autore: tra i due si istaurerà una strana relazione e un colloquio filosofico che arriverà ad interrogarsi sul significato del male e dell’unica rivoluzione possibile: quella “da fare dentro di noi”.

“Il Potere si nutre di carne umana”

2013 © Emiliano Boga
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