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Ricchi di cosa, poveri di cosa?

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Teaser dello spettacolo

Burkina Faso, Senegal, Italia
reading tra giornalismo, fotografia e musica
testo e voce Livia Grossi
foto e video Emiliano Boga
musica Jali Omar Suso
scrittura scenica Emanuela Villagrossi
video editing Elisabetta Francia

Nato dal reportage “Il TEATRO DELLE ORIGINI – indagine sulla funzione sociale del teatro”, realizzato in Burkina Faso con il fotografo Emiliano Boga, il percorso prosegue con “RICCHI DI COSA, POVERI DI COSA?”. Un viaggio tra Italia, Burkina Faso e Senegal per parlare di teatro ed emigrazione, in tempo di crisi, tra video, interviste e musica. Sull’argomento la giornalista scrive: “I senegalesi incominciano tornare a casa perché il gioco non vale più la candela, gli italiani pensano all’Africa per fuggire da solitudine e povertà”. Al centro del lavoro la riflessione per un Occidente alla deriva, la necessità di una nuova ridefinizione delle parole “ricchezza” e “povertà”, ma anche l’urgenza di ritrovare un senso all’incontro spettatore-attore. Ritrovare quel “Teatro delle origini” che, al di là di ogni luogo comune, stabilisca una rinnovata forma di condivisione della realtà attraverso il racconto e la sua rappresentazione. Un rito teatrale, antico e quotidiano, alla ricerca di una nuova civiltà di dialogo che confronta identità ed espressività diverse. Un giornalismo ripensato, a sua volta un “giornalismo delle origini”, capace di trasmettere, con sentimento e ragione, nuove e necessarie motivazioni.
“Più di 200 compagnie teatrali lavorano in Burkina Faso, il sesto Paese più povero al mondo: come dire, quando il teatro è un’urgenza non ci sono limiti, solo sfide. Qui gli spettacoli sono un mezzo d’informazione e formazione sociale. Si parla di aids, emigrazione, infibulazione, decessi per parto, ma anche di come ci si cura con le erbe. Il teatro è ovunque, sotto i baobab nei villaggi, in piazza tra la polvere rossa della strada, sotto le stelle del teatro di Ouagadogou, o tra i panni stesi nella Casa della Parola, l’antica corte di Sotigui Kouyaté, il griot scelto da Peter Brook per il suo Mahabharata”.

Il reading è preceduto da un prologo dedicato a Thomas Sankara, “il Che Guevara africano”, con alcuni estratti del suo discorso sul debito pubblico, tratti dal libro “L’Africa di Thomas Sankara” di Carlo Batà. Drammaturgicamente pensato come un resoconto giornalistico, impaginato con musica (la kora di Jali Omar Suso) e fotografie (Emiliano Boga), “RICCHI DI COSA E POVERI DI COSA?” si avvale del montaggio video di Elisabetta Francia. Un esperimento narrativo che affianca informazioni ed emozioni coordinato da Emanuela Villagrossi che firma la scrittura scenica; una “prosa giornalistica” detta guardandosi negli occhi affidata in scena a Livia Grossi, esperta teatrale e autrice del reportage.

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