emiliano boga fotografo teatrale

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gennaio 2012 Monthly archive

“MAL DI CASA”

racconto teatrale sulla breve vita di Walerjan Wróbel
tratto dal saggio omonimo di Cristoph U. Schminck-Gustavus
TESTO E REGIA DI AMEDEO ROMEO
CON DANIELE CRASTI
MUSICHE DAL VIVO: MARIANGELA TANDOI
21 E 22 GENNAIO 2012

Lo spettacolo Mal di casa prende spunto dall’omonimo saggio di Christoph U. Schmink-Gustavus, pubblicato nel 1994 dalla casa editrice Bollati Boringhieri.
Il libro racconta, attraverso gli atti processuali e interviste ai testimoni, la vicenda di Walerjan Wróbel, un ragazzino di sedici anni deportato, imprigionato e assassinato dai nazisti per l’unica colpa di aver provato nostalgia di casa.

Il 5 settembre 1939 i tedeschi bombardano Falkov, un piccolo villaggio polacco, e lo radono al suolo. Per i contadini, già poveri, è la fame. Scopo della campagna militare in Polonia è l’appropriazione del potenziale economico polacco e il reclutamento forzato di tutta la manodopera disponibile. Walerian è uno degli oltre due milioni di polacchi deportati nel Reich: 16 anni, viene mandato in una fattoria vicino a Brema come bracciante agricolo. Dopo pochi giorni tenta di fuggire. Viene ritrovato dalla polizia e ricondotto dai suoi datori di lavoro. Walerian allora escogita un piano: dà fuoco al fienile pensando che in tal modo verrà rispedito a casa per punizione. Ma la punizione è ben più grave: viene processato e condannato a morte, sebbene minorenne. La terribile sentenza verrà eseguita solo dopo nove mesi di internamento nel campo di Neuengamme, nei pressi di Amburgo.

Pensiamo che questa storia debba essere raccontata, e in particolare che debba essere raccontata ai ragazzi, per diversi motivi.
In primo luogo per l’età di Walerjan. Molto spesso è difficile per i giovanissimi comprendere che i protagonisti della Storia sono stati ragazze e ragazzi poco più grandi di loro, a volte vittime innocenti, a volte giovani eroi, capaci di ribellarsi al potere.
La vicenda di Walerjan offre inoltre un notevole spunto di riflessione sui meccanismi del potere, sulla responsabilità individuale, sulla colpevole indifferenza di tutti noi.

Sulla scena un solo attore si trova rinchiuso in una gabbia labirinto dentro la quale si muoverà disperatamente per cercare di fermare il meccanismo della Storia.
Con il ritmo forsennato dei lavori forzati e dei giochi dei bambini, il protagonista racconterà la vicenda di Walerjan incalzato da un inesorabile conto alla rovescia che terminerà in tragedia.

Quando una piccola storia le riassume tutte, e diventa grande, immensa.

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