emiliano boga fotografo teatrale

Olympia, ovvero della fascinazione della macchina, è la prima parte di un trittico che ruota attorno alla relazione tra umanità e robotica. Viviamo in un universo cosparso di macchine e meccanismi, che da una parte alleviano la fatica, dall’altra alienano dal lavoro, dalle relazioni, dalla nostra umanità. Il lavoro basa la sua ricerca sul movimento e si muove tra suggestioni visive e musicali ricercando quanto di umano c’è nelle macchine e quanto di meccanico nell’uomo, passando per una storia d’amore.


LINGUAGGICREATIVI PRESENTA

OLYMPIA
ovvero della fascinazione della macchina
PARTE PRIMA

di Simona Migliori e Paolo Trotti
con Simona Migliori
regia di Paolo Trotti

18-19-20 maggio ore 20

info
18-19-20 maggi ore 20
ingresso con tessera 10 euro
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
info@linguaggicreativi.it
tel 0239543699

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E’ il racconto di un territorio attraverso ricordi fievoli e leggeri. Senza nostalgia, ma solo constatazione di quello che esisteva e che ora non esiste più. Il territorio di Augusta, e con essa Priolo e Melilli, è stato mortificato e avvilito da anni di industria petrolchimica che ha trasformato una delle coste più belle del mondo in un laboratorio a cielo aperto. Questo ha prodotto ricchezza e ha permesso che i figli dei contadini e dei pescatori diventassero operai, i figli degli operai diplomati e i figli deidiplomati “dutturi” … i dutturi de ficu. Ma dopo i dutturi cosa rimane? Il conto. Tutto ha un prezzo e il prezzo pagato da questa gente è stato alto, salato, amaro. Quest’area del paese presenta delle percentuali di bambini nati con difetti congeniti allarmanti: nel 2000 ilpicco, il 5,6% dei nati. 6%, per licenza poetica.

Ma 6 per cento non è solo uno spettacolo di denuncia, non è solo uno spettacolo di informazione e non è uno spettacolo contro lo sviluppo e l’industrializzazione. E’ un grido di dolore, di stupore, di perplessità; è l’urlo di un uomo che ha il destino disgraziato e vigliacco di essere il padre di uno di questi 6%. E’ la sua angoscia e il suo dolore che spaccano il cervello. “Ju mi chiamo Tanino Giarrusso e aspettu un pisci… sugnu’n campagna e aspetto un pisci, picchi u pisci prima o poi arriva puru ’ncampagna…” E’ sempre così, finché le cose capitano agli altri, noi non ce ne preoccupiamo.

Teatro della Cooperativa
6% – Cca na vota era tutta campagna
2 – 12 Maggio 2012
di e con Domenico Pugliares
regia di Marco Di Stefano

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2012 © Emiliano Boga
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SESSODECESSO PRODUZIONI è lieta di presentarvi:

GIOVEDI 3, VENERDI 4, SABATO 5 E DOMENICA 6 MAGGIO 2012

“PALLOTTOLE SU WOODY”

“Pallottole su woody” prende spunto da alcune scene filmiche o da racconti di Woody Allen che hanno come tema la morte. Abbiamo anche affiancato alcuni pezzi dei Monty Python sempre a tema la morte, perché chi ha detto che uno spettacolo comico non possa parlare della morte. Dio e la Morte osservano tre personaggi che oziano ad un tavolo in attesa di fare uno spettacolo quando improvvisamente arriva l’immagine del Tristo Mietitore che da il via ad una ridda di situazioni che li vedono cambiare continuamente personaggio calandosi nei panni di un presentatore, della morte, di morituri, di Woody etc.. A fare da intermezzo c’è Dio che interviene su di loro e che se li contende con la morte… A fare da contrappunto alle scene, un batterista che li conduce nelle danze e nelle canzoni e interviene nelle loro situazioni aiutandoli a comporle.

"emiliano boga" "Patrizio belloli" "francesco leschiera" "Paolo trotti" "linguaggi creativi" teatro "woody allen"

Con i trapassati Patrizio Luigi Belloli, Emiliano Boga, Francesco Leschiera
Incursioni e contrappunto musicale: Diego Paul Galtieri
Regia Paolo Trotti

Info
3, 4, 5 e 6 maggio ore 20.00
Dalle 19.00 al gentile pubblico verrà offerto un aperitivo
Ingresso: 12 euro

Prenotazione obbligatoria
info@linguaggicreativi.it
0239543699
3336213155

Spazio Teatro Linguaggicreativi, via Eugenio Villoresi 26, Milano, citofonare LINGUAGGICREATIVI, girare a destra poi in fondo.
PER ENTRARE ALLO SPAZIO TEATRO LINGUAGGICREATIVI E’ OBBLIGATORIO PRENOTARE A info@linguaggicreativi.it , TI PREPAREREMO LA TESSERA ASSOCIATIVA PER LA STAGIONE 2011/2012 (GRATUITA) CHE POTRAI RITIRARE PRIMA DELL’INIZIO DELLO SPETTACOLO.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/events/246325882133346/

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La ballata di Woizzecco nasce da una nostra passione per G. Buchner e in particolare per il suo Woyzeck a cui questo spettacolo fa riferimento. Il Woyzeck: quello che è tra gli ultimi e corre la terra come fosse una lama di rasoio, quello che per guadagnare la vita obbedisce alle marce della guerra, quello che per sottrarsi alla miseria si riduce a cavia e provetta per la scienza, quello che è sempre sull’orlo di un precipizio perché sente il mondo che s’infuoca e il vuoto dentro, quello che uccide la propria donna nella tragedia della disperazione e della gelosia.
In questo nostro lavoro tutto ciò si rimette in movimento dentro una giostra di baraccone, una sorta di ring, avamposto e fortino dove l’esibizione diventa perpetua.
Così Woyzeck veste i panni di un cavallino astronomico, animalità soppressa dal raziocinio e diventa Woizzecco; si espone nelle vesti dell’imbonitore del baraccone, “raissoneur” dell’opera e aguzzino esemplare, che non solo porta su di se i corpi e la memoria degli altri personaggi buchneriani, il Capitano, il Dottore, Marie, il Tamburmaggiore. E’ la stanza di reclusione di una veglia funebre, dove si è costretti a rimanere con i propri morti e far con i loro resti la storia daccapo.

Alberto e Paola

LA BALLATA DI WOIZZECCO
una rilettura del Woyzeck di G. Büchner
di e con Alberto Astorri e Paola Tintinelli
produzione compagnia Astorritintinelli

Teatro i – Milano
11-16 Aprile 2012
http://www.teatroi.org/

Il nostro lavoro non ha niente a che fare col teatro di regia. Il nostro è un teatro dell’attore fatto solo del nostro rischio che vive qui ed ora. Non ci sono tecnici, ci diamo luci e musiche che ci servono mentre recitiamo, tutto fa parte di una stessa scrittura. Non c’è un fuori, c’è solo un dentro.

Dedicato a Leo

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Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Dell’unica cosa di cui valga la pena parlare: dell’amore.
Ci sono due uomini, che, come dice il titolo, per fortuna non si spogliano. Non si spogliano, ma si mettono a nudo. E mentre lo fanno, riempiono la stanza di oggetti, vestiti, parole e immagini che raccontano tutte le vite che non hanno vissuto. Non le hanno vissute, ma non le rimpiangono, perché infondo, le hanno vissute.
Sarebbe tutto molto facile, forse addirittura poetico, se non fosse per un batterista dal cuore infranto che cerca la catarsi pestando come un’ossesso.
Un omaggio all’amore, ai libri, alla vita, alla musica che abbiamo amato e continueremo ad amare, fin quando non ameremo più. Fin quando non vivremo più.

GRAZIE A DIO DUE UOMINI CHE NON SI SPOGLIANO
“ANIME A NUDO”

Spazio Teatro Linguaggi Creativi
di e con Amedeo Romeo e Paolo Trotti
musiche dal vivo Diego Galtieri
assistente alla regia Luce Ghisellini
si ringrazia Lisa Cerri

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Parole, note e immagini che si sfiorano, dialogano, si interrogano intorno a temi comuni: la città, andate e ritorni nord-sud, pendolarismi, attraversamenti della città a piedi e in auto, in solitudine o in compagnia, viaggi virtuali…Sono gli ingredienti di questa partitura per voce, video e chitarra.
La città non è il paese; nella moltitudine di genti che si affannano frettolose a consumare la loro esistenza, un uomo del sud, è felice di essere invisibile, di non essere conosciuto, di vivere nell’anonimato. Ma, anche a Milano bisogna stabilire dei rapporti di umana natura, non si può restare isolati in un mondo dove sei un infinitesimo puntino.

testi di Tommaso Urselli
regia e video di Paolo Trotti
con Tommaso Urselli, Paolo Trotti

I testi da cui è tratto lo spettacolo sono pubblicati nel libro “Voci dalla città” (La Mongolfiera Editrice).

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Uno spettacolo che attraverso il motto “Pubblicizzare le perdite e privatizzare i guadagni” ci porta fino ai giorni nostri. Le grandi multinazionali hanno puntato l’attenzione pure su materie prime come l’acqua, e con il trattato di Kyoto anche l’aria, mentre un rapporto delle Nazioni Unite sulla povertà mondiale rivela che ogni giorno muoiono 4.900 bambini per mancanza di acqua potabile .E se addirittura dai piani alti dei grattacieli di Wall Street e George Magnus, Ubs (Unione banche svizzere) auspicano una sana rilettura del buon vecchio Marx, ci sarà un motivo…

Prima che sia troppo tardi, sarebbe il caso di ripensare alla folle corsa del consumismo e allo strapotere della speculazione finanziaria, di opporre al motto “Libera volpe in libero pollaio”, la saggezza di un proverbio greco che dice “Se vedi che non ti sazi, fermati!”; ne va la salute di tutti, pianeta compreso, ormai vicino al collasso.

dal 21 marzo al 5 aprile 2012

produzione Teatro della Cooperativa
con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto Next
in collaborazione con La Corte Ospitale
CHICAGO BOYS
di Renato Sarti con la collaborazione di Bebo Storti
regia di Renato Sarti
con Renato Sarti, Elena Novoselova
scene e costumi Carlo Sala

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Tre persone chiuse in una stanza. Un uomo e due donne. A manovrarli, incitarli, violarli, un cameriere che si diverte con le miserie della loro umanità.
Entrée Réservée, liberamente tratto da Huis Clos di Jean Paul Sartre, è incentrato sullo sguardo degli Altri, ogni relazione che si sviluppa è guardata e giudicata a turno dai tre personaggi, fino ad arrivare ad un gioco al massacro che durerà eternamente. E’ un cerchio che continuamente gira su se stesso, alla ricerca di una fuga impossibile, di una serenità e di un silenzio che non arriveranno mai. Un bianco abbacinante avvolge i tre prigionieri, sprofondati all’inferno per le azioni compiute in vita. E’ l’assenza a fare da collante. L’assenza di oggetti, l’assenza di amore, l’assenza di una via di scampo.

Entree Reservee
regia di Simona Migliori
con Patrizio Luigi Belloli, Daniela Beltramelli, Roberta Frau, Riccardo Servi

aiuto regia: Giuseppe Parente
assistente alla regia: Serena Granzotto
Disegno Luci: Paolo Trotti
Scenografie: Industrie grafiche Servi

per info, prenotazioni, richiesta tessera associativa
info@linguaggicreativi.it
tel. 0239543699

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Presentazione video “BURKINA FASO: IL TEATRO DELLE ORIGINI, tra fotografia, reportage e musica”

video durata 10 minuti.
voce in scena: Livia Grossi, giornalista Corriere della Sera
foto: Emiliano Boga, fotografo free lance
musica live: Jali Omar Suso

Dal reportage di Livia Grossi realizzato in Burkina Faso con il fotografo Emiliano Boga, è nato il video “Il Teatro delle origini”, prima tappa di un viaggio indagine sulla funzione sociale del teatro e sulla sua forza comunicativa, al limite tra informazione e giornalismo.

“250 compagnie teatrali lavorano in Burkina Faso, il sesto Paese più povero al mondo, come dire, quando il teatro è un’urgenza non ci sono limiti, solo sfide. Qui gli spettacoli sono un mezzo d’informazione e formazione sociale. Si parla di aids, emigrazione, infibulazione, decessi per parto, ma anche di come ci si cura con le erbe.
Il teatro è ovunque, sotto i baobab che proteggono i villaggi, in piazza tra la polvere rossa della strada, sotto le stelle del teatro più importante della capitale, o tra i panni stesi nella Casa della Parola, l’antica corte di Sotigui Kouyaté, il griot scelto da Peter Brook per il suo Mahabarata”.

BIO Livia Grossi
Nasce e vive a Milano. Giornalista free lance per diverse testate, da oltre dieci anni collabora al Corriere della Sera occupandosi di teatro e cultura per le pagine milanesi. La sua passione per il viaggio l’ha portata a realizzare diversi reportage dall’Africa al Sud America, viaggi inchiesta che pubblica e mette in scena in forma di reading. Tra gli altri “Diventare Uomo”, reportage sulle vergini giurate albanesi, presentato in anteprima tre anni fa al festival “Sguardi Altrove” e in diversi palcoscenici tra cui Il Teatro della Cooperativa di Milano.

http://www.youtube.com/watch?v=tOvmH3NpguY

BIO Emiliano Boga
Fotografo milanese frequenta le principali scene teatrali, con le sue “macchine” e i suoi obiettivi, da un paio d’anni, scattando al Piccolo Teatro, Teatro Franco Parenti, Teatro della Cooperativa e molti altri.
In una logica per lui nuova di reportage fotografico realizzato in Burkina Faso, ha voluto sottolineare alcuni scatti che, dal suo angolo di visuale, alludono a riflessioni profonde ed attuali sullo stato di questa arte e le sue ragioni d’essere.

Blog http://emilianoboga.wordpress.com/
Personal websitehttp://www.emilianoboga.it/
Theatre website http://www.umbrellafactorystudio.com/

Giovedi 8 Marzo 2012
Spazio Oberdan @ Sguardi Altrove Film Festival
Viale Vittorio Veneto, 2 Milano
ore 22:00
FB: https://www.facebook.com/events/124695434322790/

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